Pietra di Vicenza

ci sono pietre, e pietre.

Pietra di Vicenza dal 1903

Bellezza scolpita nella pietra

 

La pietra di Vicenza, denominata anche Pietra tenera, per la sua facile lavorabilità, si diffonde nel territorio vicentino già dal periodo romano.

Fu ampliamente utilizzata da scultori e architetti del Rinascimento e di tutto il 600, dal Palladio al Falconetto, dal Sanmicheli al Sansovino.

Proprio per la sua natura versatile e per l’ottima lavorabilità fu materiale indiscusso nella creazione di opere scultoree e parti architettoniche come rivestimenti, davanzali, stipiti.

Nel passato veniva estratta dalle cave nei sotterranei dei Colli Berici, soprattutto durante i mesi invernali, e tagliata con i sistemi produttivi del picchetto a due punti e delle pèndole in blocchi che potevano raggiungere anche i 4 mt di lunghezza per uno spessore di circa 1mt.

Appena estratta, quando conteneva la cosiddetta “acqua di cava”, questa pietra veniva segata a mano e lavorata facilmente a sagome e intagli con martellino.

Proprio per la sua storicità è presente in tutto il territorio vicentino come materiale che ha rappresentato nel tempo i luoghi dell’abitare e tutt’ora continua ad essere un’icona nel mondo dell’edilizia: la Pietra Berica è stata esportata in tutto il mondo e utilizzata come materiale per rivestimenti di grandi costruzioni, raggiungendo l’importante risultato di unire l’artigianato all’industrializzazione.

L’utilizzo di questo materiale nel design contemporaneo diventa rappresentazione di una nuova forma di dialogo tra passato e futuro, materia e leggerezza; le forme vengono plasmate, trasformate, inserite come parte integrante del tessuto urbano che ci circonda e proprio la piazza simbolo della città di Vicenza diventa la cornice di questi elementi scultorei. In questo luogo unico si confrontano tra loro le grandi dimensioni, mentre la storia e l’innovazione si legano grazie alla matericità della pietra.